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Radda in Chianti

Su di un poggio a spartiacque tra le valli della Pesa e dell’Arbia, a 530 mt. di altezza, sorge Radda in Chianti, grosso borgo medievale incastonato tra le colline, circondato da boschi, olivi e viti. Il territorio che la circonda è in assoluto il meno abitato del chiantigiano, con una densità di appena 20 abitanti a kmq, ed oggi, pur fedele alla propria vocazione agricola, con produzione da sempre rinomata di olio, nonché ovviamente di vino, si va sempre più affermando come centro di agriturismo di qualità, amante della natura, della buona enogastronomia, e di un semplice e schietto stile di vita.

Storia

Dall’adiacente Poggio alla Croce, dove sono stati scavati i resti di un villaggio del 2000 a.C., possiamo datare le prime presenze umane a Radda. Successivamente, a testimoniare la presenza etrusca, abbiamo molti ritrovamenti e, soprattutto, i toponimi diffusi nella zona; è nell’alto medioevo, comunque, che il borgo assume il suo tipico aspetto. Ai tempi del feudalesimo, nel IX-X secolo, Radda, così come buona parte del Chianti, appartenne agli onnipresenti marchesi di Toscana, che ne fecero donazione al monastero benedettino di Badia Fiorentina. Radda, allora “Ratta”, come viene nominata in un documento del 1003, era il centro più popolato ed importante della zona, data la collocazione strategica su un vasto territorio ben controllabile.In seguito, ai primi del 1200, l’imperatore Arrigo VI, e quindi Federico II, assegnarono Radda in feudo ai conti Guidi. Alla fine del secolo, tuttavia, Radda, al termine di un’aspra contesa fra i Guidi, Siena e Firenze, passa sotto la giurisdizione di Firenze, che le concede il Podestà. Nel 1384, in sostituzione di Castellina, diviene capoluogo della Lega del Chianti, una delle giurisdizioni amministrative autonome che raggruppavano il contado fiorentino, con statuti propri e precise esigenze di difesa.Fino al 1400, quando, durante un assedio, Radda venne devastata da un incendio, Firenze aveva costruito massicce fortificazioni e bei palazzi, come sedi podestarili e amministrative, ma proprio quando si placarono le ostilità fra Siena e Firenze iniziò la decadenza del borgo, che si ritrovò ad aver perso la propria importanza strategica.Nel Seicento il Chianti conobbe un periodo di splendore, grazie al suo vino, che già a metà Cinquecento veniva esportato fino all’Inghilterra; nascono in quegli anni le nobili fattorie e le ville dei proprietari terrieri, che venivano a trascorrere l’estate in campagna, come la famiglia Strozzi o i Pazzi di Firenze. In epoca più tarda, con la nascita della classe mercantile si diffonde nel Chianti la mezzadria, con la suddivisione del territorio in insediamenti isolati, i “poderi”, che hanno caratterizzato il paesaggio chiantigiano fino ai nostri giorni, per quanto, negli anni ‘50, la tendenza all’inurbamento abbia lasciato in abbandono molte terre e casolari. Oggi i vecchi terrazzamenti hanno lasciato il posto a culture più intensive ed estese, con la nascita di numerose aziende agricole vocate alla produzione vinicola.

Da vedere

Oggi Radda conserva parte della cinta muraria, con alcune torri di avvistamento, nonché la struttura ellittica dell’antico borgo murato. Al centro del paese troviamo il quattrocentesco palazzo del Podestà, con la facciata decorata da stemmi, tra cui particolarmente interessante quello di Francesco Ferrucci, l’eroe di Gavinana, che fu podestà in Radda nel 1527. Sulla stessa piazza si affaccia la chiesa di San Niccolò, che conserva ben poco dell’originario aspetto medioevale, essendo stata pesantemente rimaneggiata nel 1926; all’interno dell’adiacente cappella, risalente al XII secolo, tuttora sede della Compagnia della Misericordia, un crocifisso ligneo del 1500, molto venerato dalla popolazione. Negli immediati dintorni, numerose sono le pievi d’impianto romanico che testimoniano l’antica organizzazione religiosa del territorio di Radda in Chianti.